Un flash back mi riporta a quel giorno, l'uscita di scuola, la pioggia sottile, lo zaino pesantissimo e il vento che sfidava i collant color carne. Avevo la gonna, era un evento straordinario per me, gonna e anfibi CULT un must del mio mondo a 13 anni. Mio cognato mi aspettava in macchina davanti alla scuola e poi via verso l'ospedale. Un lungo corridoio e la voglia di vederla mista a un pò di paura. Lei era li e non sapevo come stava, lei era li e io avevo la gonna, non volevo darle un dispiacere (non voleva che io la indossassi d'inverno, temeva che prendessi freddo e ogni volta che volevo metterla era una lotta). Ricordo come se fosse oggi il reparto di terapia intensiva, ne ricordo i colori, il caldo e l'odore. Feci ingresso da sola, potevano entrare solo due parenti per visita e toccava a me. Ricordo il suo sorriso rassicurante e il suo bagliore negli occhi quando girandosi mi vide. Sorrise, perchè io con quella stupida gonna devo averle tolto per un attimo il peso di tante preoccupazioni riportandola indietro a quando la vita era più facile.
"Ti sei messa la gonna vedo.." e sorrise ancora. Si avevo la gonna, lei era fuori casa da due giorni, poco controllo e libero sfogo alla mia voglia..
Ero forse l'unica a non rendermi conto della situazione, se pensavo a una stupida gonna, o forse ero solo una ragazzetta di 13 anni che non capiva che i genitori non sono immortali e che non sempre le cose vanno per il verso giusto.
Di li a poco, per complicanze in quello che doveva essere un intervento di routine, lei è andata via. Ricordo la nostra ultima telefonata, la sua voce e la mia voglia di vederla. Ero in gita scolastica e mi trovavo a Padova. Inutile dirvi che mi chiese una preghiera e inutile dirvi che davanti alla statua di Sant'Antonio ci son stata per una mezzoretta buona, INUTILE DIRVI CHE IO CREDEVO, CI CREDEVO CHE L'AVREBBE AIUTATA. Ora non ci credo più, in realtà stento a credere in molte cose.
Tornata dalla gita di terza media la mia vita è stata stravolta: ho perso mia mamma, ho scoperto quanto umano fosse mio padre, ho conosciuto davvero mio fratello, (credo che il nostro rapporto sia speciale perchè ci siamo stretti e abbiamo camminato insieme) mia sorella mi ha fatto da mamma per molto tempo ma credo anche di essere stata brava a crescermi. Credo che lei è stata brava, brava a educarmi e a lasciare delle tracce indelebili che ancora adesso dopo 12 anni sono evidentissime: l'amore per l'onestà, la lealtà, la sincerità, la morale, e la rigidità. Avrei voluto conoscerla di più, viverla di più e non solo perchè era mia mamma ma sicuramente perchè sò per certo che era una persona splendida, avrei voluto che mi conoscesse.
Ecco il mio Sliding doors.
Mi capita spesso di chiedermi chi sarebbe ora Maria Luisa se lei quel 1 maggio non fosse morta?
Ogni persona si plasma anche dalle esperienze che fa durante il cammino e quella per me è stata sicuramente determinante.
Se lei fosse qui, come sarebbero stati i miei 26 anni?
Di certo avrei passato un'adolescenza felice, forse ancora non saprei che tutto è stupido davanti alla morte;
forse, anzi sicuramente sarei laureata da un pezzo; probabilmente non fumerei neanche (so che è un controsenso e che non avrei mai dovuto iniziare a maggior ragione proprio pensando a lei..) e probabilmente tantissime esperienze che fino ad ora ho fatto non sarebbero state possibili;
probabilmente non avrei un sorriso triste, probabilmente conoscerei la metà di me stessa e la capacità di essere così forte in una circostanza così disperata;
Sapete quanto mi manca chiamarla?
Intendo il pronunciare quella parolina di 5 lettere mamma e sentire qualcuno che dall'altra parte risponde. (pochi ci pensano, magari anche voi non ci evete mai fatto caso, tipico umano considerare banali delle cose fantastiche, ma quella parolina un giorno vi mancherà. Ed è solo una scemenza rispetto al resto..) e si, probabilmente sarei anche io tra coloro che lo danno per scontato. Sapete che c'è? Sicuramente non proverei questo senso di vuoto che con gli anni, invece di diminuire cresce..